“Al Congresso pluralità di interventi di Membri del Governo”

Durante le tre giornate presenti la Ministra del Lavoro e della Disabilità nonché Vici Ministri e Sottosegretari

Rientrando dal Congresso Nazionale che ha registrato una significativa partecipazione di oltre 1700 colleghi, il dato più rilevante da evidenziare mi sembra possa essere quello del robusto rapporto intessuto con l'interlocutore politico.

Nei venti anni di esercizio della professione, ho partecipato a (quasi) tutti gli eventi di interesse nazionale del Notariato.

Ricordo in modo abbastanza nitido il contenuto degli interventi di diversi Ministri della Giustizia susseguitisi nel tempo (Fassino, Castelli, Diliberto, Mastella, Alfano, Severino).

Ma – appunto – si trattava di interventi dei titolari del Dicastero con cui – doverosamente – più frequenti sono i nostri rapporti.

L'elemento innovativo che ho riscontrato in questa occasione è stata la pluralità di interventi di membri del Governo (Locatelli, Calderone, Sisto, Durigon, Leo), oltre alla presenza dell'ex Ministro Fornero al Forum della Cassa.

Se il dato numerico è rilevante, la qualità degli interventi lo è stata ancora di più.

Il contenuto degli stessi costituisce per il Notariato una straordinaria (e forse irripetibile) occasione.

Non a caso il lapidario commento che ho avuto modo di ascoltare più di frequente tra i colleghi dopo gli interventi della politica è stato "ora o mai più".

E' adesso il momento (nei primi 100 giorni dell'azione di Governo) per il Notariato di incidere fattivamente con l'interlocutore politico affinchè trovino traduzione normativa gli enunciati congressuali (equo compenso, termini prescrizionali per l'esercizio dell'azione di responsabilità professionale, introduzione del c.d. "prezzo-valore" anche per la tassazione dei beni strumentali, semplificazione della imposizione indiretta nei trasferimenti immobiliari).

Come Consigliere della Cassa Nazionale del Notariato coltivo il sogno di poter giungere ad un trattamento fiscale sulle rendite finanziarie della Cassa equiparato ai fondi pensione (con una imposizione quindi al 20%, anzichè all'attuale 26%).

Una riduzione dell'aliquota consentirebbe alla Cassa di poter contare su più risorse da erogare in favore degli iscritti.

Su questo tema l'intero CdA Cassa sarà impegnato per ottenere una misura che risponde ad equità.

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