Il primo atto di solidarietà del Notariato a tutela della funzione pubblica

di Filomena Greco (Consigliere della Cassa Nazionale del Notariato)

Tra gli istituti che maggiormente caratterizzano il sistema della Cassa Nazionale del Notariato, l’assegno di integrazione rappresenta certamente uno dei più significativi e, al tempo stesso, uno dei meno compresi.

Troppo spesso esso viene considerato esclusivamente come un sostegno economico destinato ai Notai che conseguono un reddito inferiore a determinati limiti. Una lettura che rischia di coglierne soltanto gli effetti, senza comprenderne la vera ragione d’essere.

Questa prospettiva trova conferma nella stessa storia della Cassa Nazionale del Notariato. Non è un caso che la Cassa ricordi come “l’assegno di integrazione rappresenta la prestazione che di fatto determinò l’istituzione della Cassa Nazionale del Notariato; esso ha costituito, quindi, il primo atto di solidarietà, in ordine di tempo, della classe notarile”.

Una affermazione che evidenzia come la solidarietà non sia un elemento accessorio del nostro sistema previdenziale, ma ne costituisca la ragione storica originaria.

Per comprendere l’origine dell’assegno di integrazione occorre infatti partire da un presupposto essenziale: il Notaio non esercita una libera professione in senso stretto, ma svolge una funzione pubblica, quale pubblico ufficiale al quale lo Stato affida il compito di garantire la legalità, la certezza dei rapporti giuridici e la tutela dell’interesse generale.

La legge notarile 16 febbraio 1913, n. 89, ha costruito un modello di Notariato profondamente radicato sul territorio. L’assegnazione delle sedi notarili, l’obbligo di assistenza alla sede e la distribuzione capillare degli uffici non rispondono a logiche di mercato, bensì all’esigenza pubblica di assicurare a tutti i cittadini, ovunque essi risiedano, l’accesso alla funzione notarile.

Già il Regio Decreto-Legge 9 novembre 1919, istitutivo della Cassa Nazionale del Notariato, prevedeva un assegno supplementare destinato ad integrare gli onorari dei notai, proprio per consentire anche ai titolari delle sedi meno redditizie di continuare a svolgere la funzione loro affidata.

Soltanto successivamente la Cassa avrebbe ampliato la propria missione, sviluppando anche la funzione previdenziale e assistenziale che oggi conosciamo.

Proprio questa è una delle peculiarità che distinguono il Notariato italiano dalle altre libere professioni. Il Notaio non è chiamato soltanto ad esercitare un’attività professionale: egli è chiamato a presidiare un territorio, garantendo la presenza dello Stato anche nelle realtà più piccole, periferiche o disagiate.

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