di Adolfo de Rienzi (Consigliere della Cassa Nazionale del Notariato)
Che le professioni ordinistiche giuridico/economiche, e non solo, stiano attraversando un momento particolarmente complicato non è certo un mistero. Che tutto l’universo delle imprese, delle istituzioni e del comune cittadino che di esse si avvalgono siano travolte da un turbinio di cambiamenti di regole e di comportamenti che superano ogni immaginazione è altrettanto evidente.
Le ragioni sono legate a una naturale evoluzione delle cose che porta con sé il progresso scientifico in ogni epoca storica. Nell’epoca in cui viviamo la scienza ha assunto connotazioni che tendono a mettere in seria difficoltà la stessa capacità della persona di dominarla e indirizzarla.
Tutto ciò ha indotto anche il Santo Padre a pronunciare l’Enciclica Magnifica Humanitas, con il dichiarato intento di riportare la persona al centro del vivere quotidiano nel tempo della Intelligenza Artificiale.
Ma se questo è vero, o se è comunque difficilmente confutabile e arginabile, mi sono chiesto se una macchina governata dall’Intelligenza Artificiale possa arrivare in tempi brevi a sostituire figure di professionisti che hanno attraversato secoli e secoli di storia: avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, notai.
Ancora di più mi chiedo cosa ancora oggi possa portare un giovane a spendere tanto tempo della sua vita ad approfondire tematiche e problematiche in prospettiva di metterle a disposizione di un mondo che sembra non riconoscere più valore economico e sociale alla competenza ed alla conoscenza volte alla soluzione di problemi altrui. Il tutto sacrificato sull’altare del “fai da te/chiedo a Chat GPT”, approssimativo, superficiale e foriero di danni per sé e per gli altri.



