Nardone “Tre anni difficili ma abbiamo raggiunto risultati straordinari perché siamo stati una squadra”


“Gentili Colleghe e Colleghi, a distanza di oltre due anni torniamo a tenere la nostra Assemblea in modalità ordinaria, un ritorno alla normalità dopo la pandemia, dopo aver vissuto per questi lunghissimi due anni come in un tempo sospeso.  La pandemia ha messo in luce la nostra assoluta vulnerabilità. Un dato oggettivo che avrebbe dovuto farci riflettere e può ancora farlo, lasciandoci in dote utili consapevolezze. Ma se sappiamo di essere vulnerabili e dovremmo, quindi, essere in grado di mettere in discussione le nostre presunte certezze e ristabilire una scala di valori e priorità nelle nostre vite, sappiamo anche adattarci, difendere e contrattaccare” così il Presidente Giambattista Nardone durante l’Assemblea dei Rappresentanti della Cassa presentando il Bilancio Consuntivo 2021 e salutando i presenti perché ormai giunto alla fine della sua presidenza.

 Un Bilancio che ricordiamo registra numeri importanti e che fotografa una gestione straordinaria, che ha saputo rispondere ad uno dei momenti di crisi più impattante per il Paese e la stessa categoria.

 “In pochi mesi – ricorda Nardone - la medicina e la scienza ci hanno messo a disposizione alcune armi, non risolutive ma sufficienti a contrastare l’avanzata del virus; il Legislatore una serie di norme per rendere questo contrasto più efficace e consentire al Paese, messo in ginocchio dalla pandemia, di ripartire.         Oggi non possiamo dire che il virus è sconfitto che tutto è tornato come prima, ma possiamo essere fiduciosi e sperare in un graduale e pieno ritorno alla normalità.  I segnali vanno tutti in questa direzione come in questa direzione va il fatto di avere tenuto la nostra assemblea in presenza”.

“Ringrazio voi colleghe e colleghi per la vostra presenza. Sono molto soddisfatto per una così numerosa partecipazione a questa che è l’ultima assemblea della consiliatura 2019-2021 - continua il Presidente - e colgo l’occasione per ringraziare tutte le colleghe e i colleghi componenti questa assemblea che in questi anni non hanno mai fatto mancare il loro contributo di idee e di proposte anche nei momenti più difficili. Ci siamo confrontati su temi importanti e delicati al tempo stesso, abbiamo dibattuto, abbiamo anche discusso. È normale che su questioni importanti possono esserci, così come ci sono state, opinioni discordi e visioni difformi, la dialettica e il confronto sono il sale della democrazia, basta però che non si trasformino in battaglie ideologiche, in scontri frontali che pretendono essere tutto il buono da una parte e il cattivo dall’altra. Perché ogni fondamentalismo e ogni radicalizzazione portano con sé l’impossibilità del confronto, l’incapacità di ascoltare e riflettere e allontanano la virtù di mettersi in discussione e di poter anche cambiare idea. Il dissenso va accettato quando si manifesta con rispetto, sapendo però che a prevalere devono essere sempre il buon senso, il senso della misura e l’interesse della intera comunità cui si appartiene”.

 “Mi piace sottolineare, anche a beneficio dei neo eletti, ai quali rivolgo il mio più caloroso benvenuto, il delicato e difficile ruolo che l’Ordinamento affida al Consiglio di Amministrazione della Cassa e all’Assemblea dei rappresentanti:  al primo affida la responsabilità di amministrare risorse finanziarie destinate ad un fine di importanza primaria e costituzionalmente definito, alla seconda affida, in esclusiva, la responsabilità di adottare, superando rigidità e egoismi, decisioni dirette a garantire per il futuro, anche più lontano, equilibrio e sostenibilità alla previdenza notarile basata su due pilastri portanti: il principio della mutualità pura e il principio della ripartizione”.

 “Guardo con simpatia e gratitudine alla norma che mi dice, con rigida e fredda perentorietà, che con la scadenza dell’attuale consiliatura termina il mio mandato.  Fuori dalla mia vicenda personale, abbiamo qualche volta commentato con più di un Collega quella norma e non sempre vi abbiamo visto, alla luce di una maggiore esperienza, quelle utilità che pure ci sembravano invincibili ed assolute al momento in cui tutti la volemmo. So solo che quella norma è oggi l’ancora della mia salvezza. Ringrazio anche quanti, al di fuori del Consiglio e in questa assemblea hanno in vario modo sostenuto il mio sforzo”.

 “Qualcuno dei colleghi presenti forse ricorda l’augurio che rivolsi a me stesso al momento in cui assunsi la responsabilità di guidare la Cassa del Notariato: speravo di poter dire, lasciando la Presidenza, che avendo ricevuto una Cassa in buone condizioni avevo tuttavia contributo a migliorarle. Tra pochi giorni, lascerò il mio incarico. Lo farò con animo sereno e sgombro da rimpianti. Spero e credo che guardando a ciò che mi lascio alle spalle, potrò dire con una punta di orgoglio e con immensa gratitudine verso tutti di avere realizzato quella mia speranza. È un merito collegiale e come tale anche più ricco e carico di soddisfazioni”.

 “Sono stati tre anni impegnativi, complessi, densi di emozioni e carichi di preoccupazioni – ricorda Nardone - mi tornano in mente i momenti più esaltanti, quali le manifestazioni per il centenario della Cassa e il Congresso Nazionale di Firenze, quelli più emozionati come l’udienza privata concessa alla Cassa da Sua Santità Papa Francesco e la raccomandazione ai notai ad essere custodi della legalità, dell’equilibrio e della ponderatezza e quindi, in ultima analisi, della giustizia e a non farsi vincere dal desiderio di gareggiare nell’autostrada del profitto, che obbliga a marciare sempre nella corsia del sorpasso”, ma ricordo anche quei giorni drammatici in cui sembravano prevalere le difficoltà, le preoccupazioni, la paura, l’ansia, le sofferenze; ma in quei giorni ho percepito accanto a me l’aspirazione diffusa di noi Notai ad essere una vera comunità animata da quel senso di solidarietà che ci caratterizza, che precede e affianca le differenze di idee e di interessi”.

 “L’attività della Cassa in questi anni ha indubbiamente risentito delle circostanze straordinarie che l’emergenza pandemica ha determinato. La crisi su scala globale, il crollo dei mercati finanziari e azionari hanno richiesto risposte all’altezza della gravità della situazione. Di fronte a questo stato di cose la Cassa  ha reagito adeguatamente e si è preoccupata, prioritariamente, di contenere le risorse finalizzate al pagamento delle prestazioni previdenziali al fine del mantenimento dell'equilibrio di bilancio e della sostenibilità finanziaria nel breve/medio periodo e contemporaneamente ha attivato misure di sostegno a favore dei Notai, impegnandosi non solo in un welfare che qualcuno ha etichettato catastrofale, ma anche a definirne uno nuovo che potesse essere sia assistenza, sia sostegno all'attività professionale, sia strumento per sviluppare la stessa”. 

 “Nel corso di questi ultimi due anni nonostante che lo scenario sociale sia stato indubbiamente dominato dalla pandemia e dai suoi impatti, la consigliatura che volge al termine ha lavorato con grande impegno e forte intensità e ha concentrato la sua attenzione “prioritariamente” alla attività di amministrazione e gestione del patrimonio della Cassa, attività resa oltremodo difficile dalla crisi finanziaria e dalle forti oscillazioni dei mercati azionari mondiali. Ha, quindi, adottato tutte le misure opportune al fine di ottimizzare il rendimento sia del patrimonio mobiliare che di quello immobiliare (gestito in via diretta e in via indiretta tramite i fondi immobiliari dedicati), ha attuato uno svecchiamento del patrimonio immobiliare mediante l’alienazione degli immobili di minor rendimento e di scarso pregio, ha dato impulso al programma di dismissione degli immobili “istituzionali” sede dei Consigli distrettuali”.

 “Siamo stati costretti ad affrontare situazioni molto problematiche nell’ambito di scenari molto complessi e di difficile lettura, ma le abbiamo affrontate con la necessaria dose di coraggio e abbiamo reagito adottando strategie che hanno assicurato la tenuta del nostro sistema previdenziale e garantito il mantenimento delle prestazioni previdenziali unito ad un buon livello di welfare. Non spetta a me dire se e quanto ci siamo riusciti, quel che desidero dirvi è che come Consiglio abbiamo avuto il coraggio di guardare la realtà senza filtri di comodo e ci siamo adoperati, in ogni circostanza, per garantire, nel medio/lungo periodo equilibrio e sostenibilità alla previdenza notarile. Ed è proprio con queste motivazioni che il Consiglio di amministrazione, nella consapevolezza che la politica previdenziale della Cassa, così come quella di tutti gli Enti previdenziali, è esposta a rischi di natura demografica, di natura economica e di natura finanziaria, rischi non eliminabili ma soltanto parzialmente governabili in modo da attutirne gli effetti al loro verificarsi, ha ritenuto giusto e necessario in prospettiva futura, elaborare alcune modifiche statutarie e regolamentari finalizzate ad assicurare l’equilibrio gestionale della Cassa nel medio/lungo periodo, a realizzare una solida e duratura stabilità della gestione alla luce dell’evoluzione demografica e dell’economia, a disincentivare il pensionamento anticipato, modifiche che ha sottoposto alla approvazione assembleare”.

“Ci siamo riusciti con grande fatica e impegno, il risultato non è stato quello da noi auspicato ma il lavoro fatto resta a diposizione delle colleghe e dei colleghi ai quali è stata affidata la responsabilità di amministrare il nostro Ente di previdenza. In questa Consigliatura che volge al termine è stato dedicato il dovuto tempo e la necessaria attenzione anche ad “ammodernare” sia lo Statuto che il Regolamento dell’Ente perché le norme statutarie e regolamentari attualmente in vigore sono contenute in provvedimenti normativi risalenti nel tempo. Sono state infatti proposte modifiche, non impattanti sull’equilibrio finanziario della Cassa, alcune finalizzate ad un migliore funzionamento degli organi (è stata introdotta, ad esempio, la possibilità per tutti gli Organi collegiali di riunirsi in modalità telematica e in videoconferenza, è stato disciplinato il procedimento per la sostituzione del consigliere di amministrazione e del componente dell’assemblea dei rappresentanti venuto a mancare per qualsiasi causa, è stato abrogato l’art.23 concernente la corresponsione della pensione al coniuge del notaio destituito, equiparato al coniuge superstite del notaio morto ed altre ancora altre meramente formali, annoverabili nella categoria del drafting normativo, ma tutte ugualmente necessarie in un’ottica di aggiornamento del complesso normativo”.

 “Il sistema della Cassa del notariato ha garantito in questi oltre 100 anni dalla sua istituzione una previdenza vicina agli iscritti, ha funzionato e funziona bene. Non dimentichiamo che ci troviamo di fronte ad un trend previdenziale che punta ad un maggior welfare e al sostegno di tutti gli iscritti. Giovani e donne comprese, due fasce considerate “deboli” e quindi soggetti sui quali indirizzare azioni di sostegno. La tutela del patto intergenerazionale non può che partire da loro. La previdenza, oggi, si interroga e fa i conti con il mercato del lavoro, le trasformazioni in atto, il peso che una evidente transizione digitale ha sull’organizzazione e sugli investimenti anche del singolo notaio. Uno dei principali obiettivi che questo Consiglio si è prefisso è stato la ricerca di un coinvolgente dialogo con la categoria. È stata una precisa scelta politica finalizzata a favorire la creazione e la diffusione di una cultura della previdenza nella convinzione che soltanto in questo modo può essere colmato quel deficit di interesse e di partecipazione ai temi della cassa”.

“Ricordo che per tali finalità la Cassa d’intesa con la Fondazione Italiana del Notariato ha organizzato, il convegno telematico “Tematiche Previdenziali nella giurisprudenza delle Corti” e che ha stipulato una convenzione con l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” per avviare una ricerca finalizzata ad evidenziare, anche attraverso una comparazione del sistema adottato dall’Italia con quello adottato dagli altri Paesi della Comunità Europea, se e quali differenze esistono fra il sistema di tassazione applicato agli Enti Previdenziali Privati e quello applicato ai Fondi Pensione. Dalla ricerca è emerso che il quadro normativo in materia di previdenza e di tassazione dei rendimenti relativi a investimenti mobiliari e immobiliari è molto articolato, che il modello italiano di tassazione degli Enti Previdenziali Privati si differenzia da quello adottato dagli altri Paesi membri della Unione Europea perché mentre la maggior parte degli stati Membri adottano il regime “EET ‘secco’ (Esente - Esente - Tassato) in base al quale non viene tassata  la fase del versamento dei contributi e quella di maturazione dei rendimenti ma viene tassata la fase di erogazione delle prestazioni, solo tre Stati e fra questi l’Italia adottano il regime “ETT ‘pieno’ (Esente - Tassato - Tassato) in base al quale non viene tassata soltanto la fase del versamento dei contributi mentre sono tassate la fase di maturazione dei rendimenti e quella di erogazione delle prestazioni”. 

 I risultati della ricerca sono stati raccolti in un volume, edito dalla Fondazione del Notariato, e a breve saranno illustrati alla categoria in un Convegno aperto alla partecipazione anche delle altre Casse privatizzate stante l’indubbio interesse di questo mondo a conoscere i risultati della ricerca.

“Come è a voi tutti noto è in corso il procedimento di revisione periodica della tabella che determina il numero e la residenza dei notai. Per la prima volta è stato chiesto dal Ministero di Giustizia alla Cassa il proprio parere in considerazione delle implicazioni che un aumento del numero dei posti di notai potrebbe avere sulla sostenibilità dei conti della Cassa. La Cassa ha ritenuto di esprimere parere contrario ad ogni aumento del numero dei posti di notai e, anzi ha proposto, la riduzione di un consistente numero di sedi e di posti”.

 “Sono orgoglioso di poter dire che questo bilancio è il migliore bilancio della Cassa da quando è stata privatizzata – sottolinea ancora il Presidente Nardone -  Ed infatti registra un avanzo di oltre 100mln di Euro il che ha consentito di incrementare le riserve patrimoniali del 4% e di assicurare una copertura di 7 volte e mezzo il costo sostenuto per le erogazioni delle pensioni nel 2021. E sono stati proprio i dati del bilancio che ho esposto nella mia audizione nella Commissione Parlamentare di controllo sulle attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale. Ho evidenziato che questi numeri fotografano un sistema in salute nonostante i due anni di pandemia che hanno costretto anche la nostra Cassa a introdurre ulteriori azioni di sostegno a favore dei notai”.

 “Ho illustrato alla Commissione il ruolo assistenziale della Cassa trasformatosi nel tempo proprio per rispondere all’evoluzione del mercato del lavoro e della professione, ed alle crisi economiche che nel corso degli anni hanno generato un’importante contrazione della nostra attività professionale. Come è a voi noto nel corso degli anni la gamma delle prestazioni erogate dalla Cassa si è gradualmente allargata annoverando, accanto alle prestazioni previdenziali, nuovi trattamenti di tipo assistenziale, come ad esempio la polizza sanitaria, il tutto senza indebolire l’ormai consolidato e peculiare principio solidaristico ma coniugandolo con quello dell’equità e della sostenibilità finanziaria. Una sostenibilità raggiunta anche grazie ad una politica degli investimenti lungimirante, attenta sia a rispondere all’impegno istituzionale al quale la Cassa è chiamata sia alle istanze dei notai”. 

 “Ho messo nel dovuto risalto il fatto che le politiche di investimento della Cassa hanno privilegiato le gestioni in delega piuttosto che le gestioni dirette e questo al fine di rispondere in modo sempre più professionale alle turbolenze presenti nei vari mercati. La continua attenzione alla diversificazione nelle scelte di allocazione delle risorse finanziarie dell’Ente ha permesso di contenere in modo significativo la rischiosità del portafoglio investito nel suo complesso, consentendo di attenuare significativamente i potenziali “drawdown” che hanno contraddistinto i mercati e contenendo la volatilità del patrimonio. Siamo una Cassa che ha una storia antica, ultra centenaria, ma in questi anni abbiamo dimostrato di sapere analizzare i cambiamenti, di saper coniugare il rispetto per il ruolo istituzionale conferitoci e l’autonomia gestionale, amministrativa e organizzativa”.

 “Oggi dopo la pandemia e il momento storico in cui viviamo sentiamo ancor di più la responsabilità di tutelare, con forza, il Notariato che al pari di altre categorie professionali subisce le conseguenze negative delle crisi generate in questi anni ma ha la capacità di affrontarle e risolverle.  I nostri bilanci attuariali ci dicono che la sostenibilità della Cassa è certa e lo sarà anche per gli anni a venire. Questo però non può esimere gli amministratori della Cassa a monitorare le trasformazioni e prevenire, per quanto è possibile, eventuali shock che potrebbero interessaci da vicino”.

“Alla fine della Consigliatura – conclude Nardone - è tempo di fare bilanci, dovere al quale non mi sottraggo, ma anche tempo di fare rilanci. Soprattutto in considerazione dell’esito della mia recente audizione in Commissione bicamerale di controllo, rilanciamo chiedendo alle Istituzioni di essere rispettati e considerati per quello che siamo: notai che rispettano gli impegni, costruiscono valore, che sono un motore di crescita e di sviluppo per il Paese e che attuano solidarietà, anche nell’emergenza”.

E nel ringraziare i Consiglieri, il Collegio Sindacale, il direttore generale , i dirigenti, i quadri e tutti gli impiegati della Cassa, il Presidente Nardone afferma: “Se risultati positivi sono stati raggiunti si deve anche alle non comuni qualità tecniche e professionali di loro tutti ed al fatto che tutti abbiamo fatto squadra”.