Il clima sì, la previdenza forse più avanti

L'editoriale del notaio Roberto Martino, responsabile Comunicazione Cassa del Notariato

Newsletter Newsletter Comunicazione 10 Novembre 2022

Il LVI Congresso Nazionale del Notariato si è caratterizzato anche per uno spazio significativo riservato alla Cassa Nazionale.

La tavola rotonda, tra gli altri temi, ha affrontato quello del futuro previdenziale dei giovani e, in particolare, dei giovani notai.

Si tenterà qui di dare un quadro, in parte sociologico, di questo aspetto.

Quando si è giovani la pensione non è certamente tra i primi pensieri.

E’ un rifiuto legittimo: anche nella nostra professione, a parte qualche eccezione, molti giovani fanno fatica a mantenere un adeguato livello di reddito. Non sono solo i numeri ad evidenziarlo. Lo dice anche una diversa organizzazione del lavoro: l’abbandono del modello di studio con molti collaboratori settorializzati e l’adozione di un modello “leggero” connotato da grande elasticità in cui il notaio si occupa anche di aspetti un tempo affidati interamente al personale di studio. Sempre più notai si occupano direttamente delle formalità, di predisporre e presentare dichiarazioni di successione, di redigere direttamente gli atti. Questo nuovo modo di lavorare in parte dipende dalle difficoltà reddituali cui si faceva cenno e in parte dalla dimestichezza delle nuove generazioni con le tecnologie informatiche.

Al Congresso ho personalmente fatto qualche intervista volante di cui trascrivo il resoconto. Agli intervistati sono state poste le seguenti domande.

  1. Ti interessano le tematiche sul clima? 
  2. Pensi che per l’emergenza climatica si debba intervenire subito o si può procrastinare?
  3. Pensi che la necessità di intervenire rapidamente vi sia, per un giovane, anche in materia previdenziale?
  4. Hai mai riflettuto seriamente sulla tua pensione?
  5. Hai sentito parlare di pensione integrativa?

Giovane 1 (3 anni di esercizio professionale) 

  1. Sì certo che mi interessano, perché?
  2. Prima affrontiamo le questioni climatiche e meglio è
  3. Non saprei, a cosa ti riferisci?
  4. No, francamente non ci penso, faccio già fatica a pensare all’oggi
  5. Sì, ma non ho mai approfondito

Giovane 2 (6 anni di esercizio)

  1. Sì, mi interessano molto
  2. E’ urgente affrontare la situazione climatica emergenziale 
  3. Non saprei darti una risposta
  4. Ho anche riflettuto, ma attualmente non è un problema che considero urgente
  5. Sì, so che vi sono anche vantaggi fiscali, ma francamente al momento attuale non ho margini economici che mi consentano di accantonare

Giovane 3 (8 anni di esercizio)

  1. Sì, le tematiche sul clima dovrebbero interessare tutti
  2. L’emergenza climatica è un problema che va affrontato con estrema urgenza
  3. Sì, anche le questioni previdenziali per un giovane sono un tema da affrontare celermente perché l’accantonamento di somme a titolo previdenziale nel lungo periodo consentirà una integrazione importante nel momento in cui si diventerà più fragili
  4. Sì, mia madre, anche lei notaio, mi ha indotto fare una importante riflessione sulle questioni previdenziali
  5. Conosco bene la materia e so che vi sono sostanzialmente quattro forme di previdenza complementare, non tutte utilizzabili da noi notai. Io personalmente ho optato per un piano individuale.

Le interviste sopra riportate sono in linea con i risultati di una ricerca condotta dalla COVIP (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) nell’anno 2019 e contenuta nella “Guida introduttiva alla previdenza complementare”.

Nella ricerca si evidenziano, a livello generale:

  1. una inversione della tendenza all’espansione demografica che causa un invecchiamento della popolazione aumentando, per converso, il numero dei pensionati rispetto ai soggetti in attività;
  2. il progressivo aumento della durata della vita media che determina un allungamento del periodo di pagamento delle pensioni;
  3. il rallentamento della crescita economica e la mutata dinamica del mercato del lavoro che hanno determinato la diminuzione progressiva del numero degli occupati e causato la diminuzione dell’ammontare dei contributi necessari al pagamento delle pensioni.

La ricerca si sofferma in particolare sulle forme pensionistiche di “secondo e terzo pilastro” che hanno lo scopo di mantenere il più possibile invariato il tenore di vita delle persone una volta che sia cessata l’attività lavorativa.

I risultati della ricerca in ordine alla previdenza complementare sono i seguenti:

  1. il totale degli iscritti alla previdenza complementare è di circa 8,3 milioni di persone (il dato aggiornato al giugno 2022 è di circa 10 milioni) che, ridotto in termini percentuali sulla popolazione attiva, si traduce nel 31,4% così suddivisi
    1. PIP 3,3 milioni
    2. Fondi negoziali 3,1 milioni
    3. Fondi aperti 1,5 milioni
    4. Fondi preesistenti 600.000
  2. Il 17,6% ha meno di 35 anni
  3. Il 52,9% ha un’età compresa tra i 35 e i 54 anni
  4. Il 29,5% ha più di 54 anni

Da quest’ultimo dato emerge il sostanziale disinteresse dei giovani per la previdenza integrativa, probabilmente determinato dalla ridotta propensione al risparmio.

Da un’altra indagine campionaria effettuata dal Mefop (una società partecipata dal Ministero dell’economia e delle finanze per lo sviluppo del mercato dei fondi pensione) intitolata “Il welfare tra nuovi bisogni e conflitto generazionale” emerge che i principali problemi dei soggetti tra i 18 e i 34 anni sono le pensioni inadeguate, l’acquisto della casa, il mantenimento dei figli e la perdita del lavoro. L’indagine, a risposta multipla, evidenzia che tra i quattro problemi di cui sopra quello della inadeguatezza della pensione si posiziona al primo posto con evidente distonia tra questo risultato e quel 17,6% di chi, avendo meno di 35 anni, ha aderito ad una forma di previdenza complementare.

Dal quadro sopra evidenziato si può provare a trarre qualche conclusione, sottolineando tuttavia che il problema andrà ulteriormente approfondito.

Partendo dalla volutamente provocatoria domanda sul clima, vi sono questioni che per anni sono state dimenticate. Vent’anni fa non si parlava del clima nello stesso modo in cui se ne parla oggi. Nel corso del tempo, anche a seguito dell’emergenza, tutti abbiamo costantemente posto alla nostra attenzione le questioni climatiche. Non altrimenti avviene in campo previdenziale. E’ evidente che le due questioni non sono neppure lontanamente sovrapponibili. Tuttavia questo confronto, per certi versi paradossale, ci aiuta a capire l’urgenza di sensibilizzare i nostri giovani alle problematiche previdenziali e, in particolare, all’approfondimento delle tematiche inerenti la previdenza di secondo e di terzo pilastro.